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La branca della Biennale di Venezia dedicata alla danza contemporanea venne istituita nel 1998, dopo che per alcuni anni gli spettacoli erano stati inseriti come integrazione del settore musicale.

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Prima direttrice fu Carolyn Carlson, celebre danzatrice e coreografa americana che tanto ha lavorato in Francia e in Italia in qualità di creatrice di importanti spettacoli legati al ballo del secolo passato. La Carlson rimase al comando della neonata istituzione fino al 2002, e gli spettacoli presentati in questi anni vennero sviluppati in precise sezioni tematiche svolte tra Maggio e Ottobre nell’ambito della stagione di “danzamusicateatro”.

Nel 1999 venne riaperto il Teatro Verde nell’Isola di S.Giorgio in occasione della produzione Parabola realizzata dalla direttrice stessa del festival veneziano e Gianni De Luigi, mentre tra Settembre e Ottobre del medesimo anno vennero realizzati tredici spettacoli nel corso della rassegna “Solo Donna”, presso il Teatro Goldoni della città lagunare. Alla Fondazione Cini invece venne portata avanti la formazione di nuovi danzatori dell’Accademia di Danza, la prima di danza moderna e contemporanea in Italia. 

Il 28 Giugno 2000 aprirono gli spettacoli al Teatro Verde, che andarono avanti con successo fino al 7 Settembre con le Danze Sacre dei Monaci Tibetani, le Cerimonie di Padmasambhava e le Danze Tcham. Nell’ambito dell’Accademia di danza venne invece portato avanti il lavoro di formazione delle nuove stelle del ballo contemporaneo, con l’aiuto di nomi internazionali quali Ptatrick King, Henry Smith fino ai nostrani Caterina Sagna, Michele Abbondanza e Antonella Bertoni

Nel Marzo 2001 vi fu il festival “Shakespeare&Shakespeare”, progetto che vide coinvolti svariati settori della Biennale veneziana. Il programma vero e proprio del Festival di danza venne sviluppato a partire dal 5 Giugno, con produzioni di Carolyn Carlson e J.Bauys Song, fino al 13 Luglio, con lo spettacolo di André Simard. Grandissimo successo per l’Accademia di danza, con 300 richieste di inserimento e audizioni di 175 danzatori provenienti da ogni parte del globo.

Il 15 Marzo 2002 eccezionale fu la presentazione al Teatro Malibran dello spettacolo “Waltz thru Time”, creato dalla direttrice della Biennale di danza in collaborazione con Larrio Ekson, e con le musiche di Gavin Bruyars e René Aubry

L’anno seguente venne sperimentata una nuova formula di impostazione degli spettacoli dal vivo: ogni settore sarebbe dovuto essere presieduto annualmente da differenti artisti, a capo quindi di programmazioni non più quadriennali. Inoltre la programmazione venne inserita nell’ambito di un ben preciso periodo di tempo, non più nei mesi estivi. La Biennale di danza ebbe così il suo nuovo direttore, nello specifico il belga Frédéric Flamand che presentò un programma volto all’indagine sul percorso urbano del corpo umano attraverso quindici città sparse per il Mondo e con differenti modus vivendi. Il Festival Internazionale di danza contemporanea aprì così il 12 Giugno 2003 al Teatro alle Tese, con la città di Charleroi, mentre tra il 14 Giugno e il 16 Luglio vennero presentati sei appuntamenti dedicati al tema delle metropoli, nello specifico Tokyo, Amsterdam, Parigi, Berlino, Montreal e New York. 

Nel 2004 venne invece nominata direttrice l’americana Karole Armitage, che presentò un programma di lavoro incentrato sul linguaggio della danza. La Biennale di danza venne intitolata in tal modo “ABC… La grammatica universale del corpo”, e venne articolata in due sezioni, Vecchio e Nuovo Mondo. L’11 Giugno ci fu il primo spettacolo dedicato al Vecchio Mondo, mentre quello dedicato al Nuovo Mondo venne portato a compimento il 9 Luglio con lo spettacolo di Sarah Michelson

Direttore della successiva Biennale di danza contemporanea fu Ismael Ivo, danzatore e coreografo afro-brasiliano desideroso di concentrare il tema del festival veneziano sul linguaggio del corpo capace di esprimere i maggiori turbamenti dell’anima: tra l’8 e il 2 Luglio venne portata avanti la tematica “Body Attack”. Ivo fu direttore anche nel 2006, riuscendo così a proseguire la sua analisi del corpo umano con il tema “Under Skin”. Gli spettacolo vennero realizzati nell’arco di tre settimane, a partire dalla prima mondiale di “Illuminata”, ad opera del direttore stesso. Il 25 Giugno, giornata conclusiva del Festival, venne consegnato il Leone d’Oro alla carriera a Carolyn Carlson.

Body&Eros” fu la tematica principale della Biennale del 2007, sempre diretta da Ismael Ivo: vennero invitate quindici compagnie e 31 coreografi internazionali, mentre  una mostra fotografica di Guuy Delahaye accompagnò la totalità del festival attraverso immagini legate all’amore e alla forza dei corpi in intimità. Due furono i Leoni d’Oro assegnati: Pina Bush ricevette quello per la carriera, mentre il miglior spettacolo del festival fu quello realizzato da Chris Haring, “The Art of Seduction – Posing Project B”.

Nel 2008 Ivo portò avanti la sua ricerca sul corpo attraverso l’analisi della bellezza in ogni sua sfaccettatura. A partire dal 14 Giugno iniziò un percorso sviluppato attraverso spettacoli, workshop, incontri e video installazioni. Leone d’Oro alla Carriera fu il ceco Jirì Kyliàn, principale figura del Nederlands Dans Theater.

In occasione dei dieci anni di vita del Festival Internazionale della danza contemporanea (2009), Ismael Ivo creò il progetto “Grado Zero”, non un festival canonico ma una serie di appuntamenti di studio, spettacolo e riflessione. La formazione della danza contemporanea fu alla base dell’edizione. Il 21 Giugno, presso il Teatro Piccolo Arsenale, venne messo in scena “A Vida Enorme”, mentre il 28 Giugno presso il Teatro alle Tese venne reso noto lo spettacolo del direttore stesso, “The Waste Land”.

Il titolo della Biennale di danza contemporanea del 2010 fu “capturing emotions”: tra il 26 Maggio e il 12 Giugno vennero portate avanti 36 recite, 5 prime mondiali, 7 prime europee con la partecipazione di ben venti coreografi e sedici compagnie. Venne inoltre inserito un laboratorio di coreografia, Choreographic Collision, con relativi incontri con i maggiori esponenti della danza internazionale. Leone d’Oro fu il coreografo americano naturalizzato tedesco William Forsythe.

Grande protagonista della Biennale 2011 fu l’Arsenale della danza: 25 furono i danzatori che parteciparono alle 7 masterclass dirette da  straordinari nomi della forma artistica protagonista, come Mario Ballester, Francesca Harper, Plimio Ferreira dos Santos, Ismael Ivo stesso aiutato da Franca Pagliassotto e Luca della Corte. Tra l’11 Maggio e il 25 Giugno vennero inoltre presentati sei spettacoli specifici, tra cui il nuovo progetto di Ivo intitolato “Babilonia – il terzo paradiso”  e il lavoro di Emanuel Gat, “Brillant Corners”.

Tra l’8 e il 24 Giugno 2012 ci fu l’8 Festival Internazionale di Danza Contemporanea: titolo fu “Awakenings”, incentrata sulla celebrazione della vita e della creatività. Varie furono le sedi presenti nella città lagunare: Arsenale, Teatro alle Tese, Teatro Malibran e l’inconsueto spazio della Chiesa Anglicana della città. Innumerevoli spettacoli, installazioni, conferenze, laboratori e masterclass con nomi importantissimi della danza contemporanea furono alla base della Biennale di danza contemporanea del 2012, con inaugurazione presso il Teatro alle Tese con la nuova coreografia di Ismael Ivo, intitolata “Biblioteca del corpo”. Il Leone d’Oro alla carriera venne consegnato alla francese Sylvie Guillem protagonista, a partire dal 1976, della danza mondiale e capace di ridefinire la figura della ballerina con incredibili virtuosismi straordinari e sensuali.

(ar)

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