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Partecipazio, Angelo o Agnello, tribuno di Rialto e ricco possidente di Eraclea, fu scelto come doge per essere stato il vero protagonista della difesa contro il tentativo di Pipino di invadere la Laguna.

Sembra che sia stato lui a suggerire lo spostamento del governo da Malamocco alla più interna e sicura zona di Rivoalto (poi Rialto), dove, accanto alla Chiesa di S. Teodoro, fece costruire il Castello Ducale (poi Palazzo Ducale).

A lui si deve anche l’idea di far arrivare il corpo di san Marco a Venezia.

Unita politicamente, sotto Angelo la città-stato comincia a strutturarsi territorialmente, attraverso bonifiche e precisi insediamenti strategici nella laguna che prevedevano diversi posti di guardia soprattutto sotto forma di monasteri, capaci di filtrare il movimento delle imbarcazioni, controllare chi entrava e chi usciva, e imporre per conto del governo il pagamento delle imposte.

Tra i primissimi interventi di Angelo la sistemazione e il ripopolamento degli insediamenti devastati dal conflitto con Pipino: Clodia Maggiore, Clodia Minore, Brondolo, Albiola e altri centri tornarono a fiorire, ma soprattutto venne riedificata la distrutta Eraclea, ribattezzata Civitas Nova Eracliana (Nuova Città di Eraclea) e trasformata in residenza di villeggiatura del doge, con la costruzione di un palazzo.

Sotto di lui venne coniata la prima moneta veneziana e il suo dogado fu, seppur contrastato dai consueti tentennamenti della nobiltà lagunare pro o contro questa o quella fazione, abbastanza tranquillo.

Ad Angelo furono affiancati due tribuni, una misura precauzionale tendente sia a evitare un doge tiranno sia ad aiutarlo negli affari di governo. Ciononostante, Angelo chiese e ottenne il consenso del popolo alla nomina di un co-reggente nella persona del figlio maggiore Giustiniano (814), ma essendo costui a Costantinopoli, il doge provvide a nominare il secondogenito Giovanni.

Tornato Giustiniano da Costantinopoli, da dove portò come dono del basileus «un bel mucchio d’oro e d’argento, affinché facesse fabbricare una chiesa dedicata al profeta Zaccaria», e alcune reliquie, Angelo decise di annullare la carica di Giovanni e nominare Giustiniano. Assunto l’ufficio, Giustiniano fece allontanare per motivi politici il fratello Giovanni, che era francofilo, e che venne mandato prima a Zara, capitale della Dalmazia dopo la distruzione di Salona (752), e poi a Costantinopoli, per meditare sulle sue amicizie politiche.

Angelo fu sepolto nella Chiesa di S. Benedetto, vicino al complesso di Sant’Ilario, che lui stesso aveva fatto costruire come Cappella Ducale. La Chiesa di S. Benedetto diventò il primo pantheon della Repubblica perché vi trovarono sepoltura cinque dogi, molti Procuratori di S. Marco e altri illustri membri del patriziato veneziano. Il doge è celebrato nel Panteon Veneto con un busto dello scultore Pietro Lorandini conservato a Palazzo Ducale.  

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