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Fondato nel 1954 per volere della Comunità Ebraica di Venezia, il Museo Ebraico è un complesso museale e architettonico del tutto particolare, posizionato nel mezzo delle due più antiche sinagoghe veneziane. Non si tratta di un semplice spazio espositivo ma di un museo diffuso, ovvero di un complesso urbanistico unico nel suo genere, dalle dimensioni ridotte ma estremamente ricco di oggetti di notevole pregio e tutt’ora in continua espansione. Si possono trovare vari arredi sacri ed oggetti di culto provenienti da una moltitudine di posti e relativi a tempi differenti, alcuni di questi ancora utilizzati durante le funzioni cerimoniali nei luoghi di culto mentre altri, a causa delle ormai precarie situazioni in cui riversano, vengono custoditi all’interno del museo. 

Il percorso museale è composto di tre aree espositive aperte al pubblico: la sala degli argenti, quella delle stoffe e la parte più sentita emotivamente, dedicata alla storia vissuta dalla popolazione ebraica veneziana. 

La prima sezione descrive le festività e le tradizioni del culto ebraico, attraverso oggetti ed arredi utilizzati nelle liturgie e nella vita quotidiana, come corone, pinnacoli, bacili, calici, candelabri, brocche in uso ai sacerdoti che introducono lo Shabbàth, il sabato, il giorno sacro nella vita ebraica (non a caso il sabato il museo è chiuso al pubblico). Per ricordare le giornate di penitenza del Rosh Ha Shanà (Capodanno) e del Yom Kippùr (Giorno dell’Espiazione) si possono ammirare vari esempi di shofàr (corno d’ariete) e altri oggetti utilizzati durante le festività di Sukkòth (Festa delle Capanne), di Chanukkà (Inaugurazione), di Purìm (festa di gioia durante la quale si legge la Megillàth), di Séder di Pésach (cena pasquale per commemorare la liberazione dalla schiavitù egizia) e molte altre feste ebraiche. Inoltre, si possono osservare, tra gli altri, esemplari di Menorà, lampada sabbatica a sette bracci, di Chanukkà, lampada a nove lumi, che si utilizza per la festa omonima per l’inaugurazione del Tempio di Gerusalemme (ogni sera viene accesa una nuova luce), di Séfer Torà (Rotolo della Legge) la pergamena recante la trascrizione manoscritta, eseguita ritualmente, del Pentateuco e numerosi Shaddày, amuleti dal valore protettivo da posizionare sulle culle dei neonati.

La seconda sala ospita una ricca collezione di tessili pregiati e alcuni antichi, la maggior parte dei quali in uso per il culto. Tra gli altri, si possono trovare manti per la Torà (Me‘ilìm), drappi per coprirla (mappòth) e tende per l’Aròn ha Qòdesh (parokhòth). Non mancano le testimonianze relative al matrimonio e alla nascita: Ketubbòth con cui vengono stabiliti, fin dai primi secoli dell’era volgare, gli obblighi reciproci dei coniugi e un vestiario datato 1779 per la circoncisione, rito di fondamentale importanza che segna l'ingresso nella religione e nella comunità ebraica del neonato.

Infine, l’ultima parte del percorso museale in fase di continuo ampliamento, racconta la storia degli ebrei di Venezia, in un percorso tra oggetti ed immagini. In questa sezione si possono conoscere i diversi gruppi etnici (nationi) della cultura ebraica, ma anche scoprire l’evoluzione e la ricca attività culturale del ghetto di Venezia nei secoli, dalle origini fino ai momenti più difficili dell’oppressione nazi-fascista. Interessante e ricca, la libreria del museo che consente ai visitatori di approfondire la conoscenza dell’Ebraismo, attraverso una vasta letteratura che spazia dai classici ai testi liturgici, sino alle opere degli autori contemporanei.

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