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Quale sia il suo significato è materia conosciuta: togliere di mezzo gli ostacoli, tagliare secco, dar fine ad una questione senza dare ulteriori alternative, darci un taglio.

Ciò che forse non si sa è che questo modo di dire pare proprio risalga ai tempi di alcune tradizioni piuttosto cruente all'epoca della Serenissima, più precisamente dalla festa annuale che si svolgeva nella Piazzetta di San Marco, in commemorazione della vittoria del doge Vitale II Michiel su Ulrico patriarca d'Aquileia.

Il tributo per liberarsi dalla prigionia, da parte di Ulrico patriarca d'Aquileia, fu quello infatti di pagare un tributo annuo ai Veneziani costituito da: dodici pani, dodici maiali e un toro.

Nel Giovedì Grasso, anniversario della vittoria, venivano condannati a morte e uccisi i maiali e il toro, donando un pezzo delle loro carni a ciascun senatore, mentre il pane veniva distribuito ai carcerati.

L'appuntamento si evolve poi in un vero e proprio spettacolo, risparmiando i maiali ma aprendo la manifestazione con la marcia delle due corporazioni dei Fabbri e dei Macellai, vestiti in costume, che portavano di fronte al doge tre buoi addobbati per l'occasione che successivamente venivano decapitati con uno spadone a due tagli, con un solo colpo secco. Questo segnava la chiusura di ogni lotta e dello spettacolo.

La tradizione dice anche...

Pubblicato: Martedì, 13 Novembre 2012 — Aggiornato: Domenica, 11 Febbraio 2018