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La pegoła è la pece.

Oltre al suo aspetto, di colore nero, un po' untuoso e per giunta con un odore non propriamente gradevole, ha la caratteristica di essere notevolmente appicicosa. La si vede spesso usata in scherzi – per lo più cinematografici o comunque in ruoli di finzione – dove il tutto viene condito con piume d'oca o altri elementi che si attaccano e con fatica si staccano.

Così si può paragonare la pece alla sfortuna, che spesso viene associata al colore nero e che altrettanto ha il brutto vizio di attaccarsi alle persone. O almeno così vuole la percezione comune, in merito all'argomento.

Ecco che, quindi, l'espressione portàr pegoła o avèr pegoła significa portare sfortuna – o anche chiamarla – o, peggio, averla.

Come sempre le declinazioni di significato in veneziano cambiano a seconda del tono con cui lo si pronuncia e in base al rapporto che c'è tra persona e persona. Sarà facile sentire due persone tra loro amiche che possano esclamare: "Ciò, ti porti pegoła?" riferito al gufare o anche ad una constatazione con tendenze pessimistiche.

Della pegola parla anche Dante nella Divina Commedia, descrivendo l'Arsenale.

La tradizione dice anche...

Pubblicato: Mercoledì, 22 Ottobre 2014 — Aggiornato: Sabato, 15 Novembre 2014