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Samarco, ovvero San Marco, sappiamo che è il simbolo di Venezia e che viene raffigurato con il "Leone di San Marco".

Il leone è stato l'emblema e il sigillo della Serenissima, quotato e temuto in tutto il mondo conosciuto, anche per volontà e ordine del Senato della Repubblica di Venezia che impose la sua raffigurazione ed esposizione in tutti i territori di sua giurisdizione. Per questo motivo se ne ha ancora oggi traccia in luoghi lontani e all'apparenza incoerenti con il simbolo stesso.

Il rovescio della medaglia è che la sua raffigurazione, sia per diverso stile ereditato dalle varie culture "ospitanti" il simbolo, sia per scarsa propensione alle doti artistiche e raffigurative in alcuni casi, non sempre gli rendeva giustizia e risultava alquanto bruttino, o quantomeno goffo o buffo.

Pensando alle raffigurazioni tipiche bizantine, molte volte queste risultavano sgraziate e sproporzionate alla realtà delle forme.

Così i Veneziani non tardarono a farlo diventare un elemento di ironia verso chi non ha la fortuna di essere aggraziato nei lineamenti, canzonandolo con un ti gà el muso da Samarco spegazzà (hai il muso/viso da San Marco spiegazzato/scarabocchiato).