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Un modo di dire che può avere risvolti diversi, anche simpatici e scherzosi, com'è nell'indole veneziana.

Si può sentir dire verso qualcuno che sta lasciando la compagnia da un momento per l'altro, o nel caso di un oggetto o una persona che sta perdendo l'equilibrio. Non sarà quindi strano che questo modo di dire sia adottato verso chi ha magari alzato un po' più del solito il gomito nel bere e, nel cercare sostegno ma facendo fatica a trovarlo con le mani, si sentirà incitato da un "el va! el va! el va!"... finendo per cadere.

Usanza nel Carnevale dei tempi andati, era il ritrovarsi in Piazzetta San Marco poco prima della mezzanotte dell'ultimo giorno di Carnevale, che veniva salutato con il rogo di un fantoccio vestito da Pantalone tra le colonne di Marco e Todaro, per cantare assieme con moccoli accesi il saluto alla fine del Carnevale "El va! El va! El va! El carneval el va!".

Infine, al rintocco della mezzanotte del Campanon insieme alle campane di San Francesco della Vigna — che si udivano in tutta la città — ognuno si toglieva maschere e baùte cantando per l'ultima volta "El va! El va! El va!", dirigendosi infine a casa propria.

La tradizione dice anche...

Pubblicato: Venerdì, 16 Ottobre 2015 — Aggiornato: Venerdì, 16 Ottobre 2015