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Sèsto era l'antico nome dato al compasso, mentre in architettura ci si può riferire al conosciuto arco a sèsto (acuto, alzato, ribassato, a tutto, ...), ma è anche usato per definire una situazione di normalità e regolarità, nel senso di assètto, di ordine: si sta rimettendo in sèsto, non mi pare che il telaio sia in sèsto.

Èsser una persona de sèsto o, al contrario, èsser una persona de poco sèsto, in veneziano significa fare un gran bel complimento ad una persona, considerandola per bene, a modo, equilibrata, di garbo, oppure l'esatto contrario, attribuendole una personalità poco raccomandabile. A volte usato in modo leggero, per indicare una persona problematica, in altre si usa dire proprio per descrivere una persona poco raccomandabile.

Carlo Goldoni, nel Sior Todero Brontolon, lo usa nella ottava scena, in uno scambio di battute tra Marcolina e Fortunata:

Marcolina: No crederave mai che mio missier fasse qualche scena. Veramente la xè vegnua siora Fortunata più presto che no credeva. Basta, son mi in te l'impegno, e nassa quel che sa nasser, la mia parola la g'ha da valer.
Fortunata: La vederà, se el xè un putto de sesto.