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Rilanciato nel 2011 con il progetto "Cantiere Groggia", ogni anno offre spettacoli di teatro, danza e musica, per adulti e per bambini.

La sua capienza di 99 posti a sedere lo fa diventare anche luogo dove poter esprimere potenzialità espressive e conoscere altri modi di comunicare.

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Inserito all'interno dell'omonimo parco pubblico, questo edificio è stato recentemente restaurato ed adibito a luogo di intrattenimento per la cittadinanza, oltre che a sede del Consiglio di Quartiere di Cannaregio.

Se l'urbanizzazione dell'area Sant'Alvise iniziò nel XV secolo, questo stabile risulta essere già presente nella Pianta Prospettica della Città e della Laguna di Paolo Forlani nel 1566, pur con una forma architettonica completamente diversa. A quel tempo, in presenza del precedente Palazzo Donà oggi scomparso, la costruzione veniva utilizzata dai Bombardieri per le esercitazioni: questa situazione persistette fino alla metà dell'Ottocento quando la superficie venne trasformata in deposito di legname. Alla fine dell'Ottocento l'edificio cambiò nuovamente destinazione d'uso divenendo magazzino.

Quando giunse il nuovo proprietario, il cavalier Giuseppe Groggia, il grande scoperto verso la laguna venne utilizzato per costruire la residenza omonima mentre il grande spazio davanti fu adibito ad ampio giardino in stile romantico; dietro alla casa, fronte laguna, trovarono posto i capannoni detti "Ex CIGA" ancora visibili in battello lungo le Fondamenta Nove.

La realizzazione della palazzina del Teatrino, come la conosciamo oggi, è sicuramente successiva al 1913 e la struttura molto probabilmente ha mantenuto alcuni elementi del magazzino, quale per esempio i mattoni rossi, e altri dell'antica residenza dei Donà. I resti di quest'ultima, demolita nel 1823, si presume non siano mai stati trasferiti e smaltiti ma abbandonati nell'area; alcuni vennero utilizzati per la costruzione del Teatrino, vedasi i numerosi elementi architettonici marmorei (archi, stipiti, capitelli, colonne, statue e mascaroni) mentre altri si trovano di lato allo stabile e nel mezzo del giardino quale abbellimento dell'area. Gli ampi finestroni e l'oculo nel timpano fanno assomigliare lo stabile ad un luogo di culto di piccole dimensioni.

Ogni anno il Comune di Venezia, con il sostegno di una o più associazioni locali, gestiscono il Teatro garantendone il corretto funzionamento, la messa in scena di attività culturali, i servizi di segreteria generale, l'ufficio stampa, l'ospitalità, la biglietteria, la contabilità, l'assistenza tecnica e le manutenzioni

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