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Soffocata da abitazioni in ogni suo lato, la chiesa si trova in una stretta calle poco distante dalla Chiesa di San Stae e dal Museo di Palazzo Mocenigo. 

Nelle vicinanze vissero le famiglie Zane e Cappello e i due grandi letterati Gasparo e Carlo Gozzi.

Il luogo di culto venne eretto nel X secolo grazie al contributo finanziario delle famiglie Cappello e Zane. Inizialmente venne dedicata a Santa Cristina in quanto nelle vicinanze esisteva un monastero femminile dedicato alla Santa e solo successivamente la titolazione della chiesa passò a Santa Maria Mater Domini. Il campanile venne costruito una prima volta nel 1384 per opera di Marco Cappello, una seconda nel 1503 per poi cambiare ulteriormente a causa di un improvviso crollo nel 1740.

La prima fabbrica della chiesa riprendeva il tipico stile bizantino con tre navate di cui quelle laterali più basse; questa composizione persistette anche con i successivi rimaneggiamenti fino al Quattrocento. Nei primi anni del XVI secolo venne rasa al suolo e completamente ricostruita: non si ha completa certezza dell'architetto che si è occupato del progetto ma recenti studi lo attribuiscono a Mauro Codussi. I lavori proseguirono almeno fino al 1524 e la consacrazione ufficiale avvenne il 25 luglio 1540 da Lucio vescovo di Sebenico.

Questa nuova struttura religiosa seguì uno stile tipicamente rinascimentale, pianta a croce greca e cupola all'incrocio del transetto. Grossi pilastri di pietra sorreggono le arcate e delimitano la navata principale e le quattro cappelle laterali. A fianco del presbiterio con abside sono presenti due cappelle a nicchia di ridotte dimensioni.

La facciata esterna non è adornata e si presenta di pietra grigia. L'ordine inferiore mostra pilastri corinzi e un semplice portale mentre la parte alta lascia spazio ad un rosone.

Internamente sono visibili opere di: Vincenzo Catena con il Martirio di Santa Cristina, Jacopo Tintoretto con Invenzione della Croce e Francesco Bissolo con Trasfigurazione. Inoltre si possono ammirare capolavori della Scuola Veneta, come la statua raffigurante Madonna orante, e della Scuola Toscana. Le statue interne invece sono state quasi tutte realizzate da Lorenzo Bregno.

Con decreto del Consiglio dei Dieci del 24 aprile 1488 — a causa di una serie di eventi di sodomia e di disonestà — il portico della chiesa che di notte veniva occupato per svolgere le attività immorali venne chiuso con delle tavole e fissato un cancello, obbligatoriamente chiuso con chiavistello a partire dalla mezzanotte.

Il palazzo a fianco della chiesa, in Campo Santa Maria Mater Domini, è appartenuto alla dinastia Zane, come lo dimostra lo stemma di famiglia raffigurante una volpe e impresso sulla vera da pozzo della corte interna dell'edificio; si narra che nel 1310 questa residenza venne bollata col Leone di San Marco in quanto uno dei proprietari partecipò alla congiura organizzata da Bajamonte Tiepolo contro il governo della Serenissima.

Nelle vicinanze è inoltre visibile lo stemma dei Cappello che un tempo abitavano in zona (il palazzo è stato poi abbattuto) e uno dei fratelli, Bartolomeo Cappello che con il matrimonio decise di trasferirsi a Sant'Apollinare, mise al mondo Bianca Cappello, la famosa nobile che nel 1579 venne incoronata Gran Duchessa di Toscana.

Vicino al Ponte di Santa Maria Mater Domini, invece, vivevano i due fratelli letterati Gasparo e Carlo Gozzi che a lungo scrissero nelle loro memorie di questa loro abitazione costruita dalla famiglia nel 1550.

Prima pubblicazione: Mercoledì, 21 Settembre 2016 — Ultimo aggiornamento: Mercoledì, 21 Settembre 2016

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