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La chiesa si trova nella silenziosa isola di Torcello e costituisce il tempio più antico di Venezia.

Un sorprendente luogo di pace frutto della fusione tra influssi artistici occidentali e orientali, particolarmente stupefacente è il suo insieme di mosaici decorativi.

La prima costruzione della chiesa — fondata nel 639 per volontà dell'esarca di Ravenna Isacio e con l’aiuto del magister militum Maurizio — fu dedicata alla Madre di Dio e rappresenta la più antica di Venezia; ciò è dimostrato da un'iscrizione scoperta nel 1895, visibile ancora ai giorni nostri accanto all'altare maggiore.

Si susseguirono nel tempo due grandi restauri: uno verso la metà del IX secolo per mano di Vescovo Adeodato II che stese il pavimento musivo a tessere bianche e nere con motivi floreali, il successivo — per volontà di Orso Orseolo vescovo di Torcello — nei primi anni dell'XI secolo; da questo momento la chiesa venne denominata Maria Assunta. Durante il secondo intervento, la cattedrale assunse la configurazione che possiamo ammirare ancora oggi.

È stata sede vescovile fino alla fine del XVII secolo, periodo storico in cui Torcello visse il suo periodo di massimo splendore, poichè — oltre che sede di operose officine metallurgiche, vetraie e lanifici — rappresentava uno dei porti più importanti di Venezia grazie ai tre canali che la raggiungono: proprio per questo veniva definita con l'espressione grande emporio anche dall'imperatore bizantino Costantino Porfirogenito.

Per accedere alla Cattedrale si passa attraverso un portico molto alto che precede l'entrata vera e propria. Varcata la soglia, ci si rende subito conto che la pianta è suddivisa in tre navate, ognuna delle quali termina in un abside. Come previsto dallo schema architettonico paleocristiano, davanti alla facciata della cattedrale sorgeva il battistero, i cui resti sono tutt’oggi visibili e mostrano la sua originaria struttura circolare, risalente al VII secolo.

Il motivo principale della cattedrale è la figura mariana, tanto che la sua immagine è stata raffigurata al centro dell’edificio e sovrasta i fedeli circondata da un cielo dorato creato per mezzo della conca dell’abside, sotto cui sono rappresentati gli Apostoli. Al suo interno ci sono moltissimi mosaici dalle dimensioni davvero imponenti, che risplendono di una luce molto particolare, gestita per creare un percorso teologico dalle tenebre alla luce: le prime vengono rappresentate dal Giudizio Universale — posto ad occidente, sulla parete sopra il portale d'ingresso — collegato attraverso il colonnato della navata centrale — composto da nove colonne di marmo greco, sormontate da bellissimi capitelli veneto bizantini — al catino absidale rilucente d'oro, simbolo di vita eterna.

Durante questo percorso metafisico si cammina su dei meravigliosi pavimenti ricchi di motivi geometrici e ci si inebria di solennità, non solo grazie ai preziosi marmi che la adornano ma gran merito ha anche il soffitto ligneo originario. In virtù di un imponente lavoro di restauro, nel 1929 è stato ricomposto l'altare maggiore con il materiale originario e, nella parte sottostante, è stato posto un sarcofago di origine romana con le spoglie di Sant'Eliodoro.

È ancora conservata e visibile la pietra tombale del vescovo di Torcello Nicola Morosini, deceduto nel 1305, posizionata nella cappella laterale di sinistra mentre nell'abside centrale si può ammirare Cristo Pantocratore fra gli arcangeli Gabriele e Michele, incorniciato nella parte sottostante dalle immagini dei Santi: Agostino, Ambrogio, Martino e Gregorio. A destra si può altresì osservare un mosaico del XII secolo dalla fattura molto precisa e delicata raffigurante Quattro angeli. Appoggiati sopra i due altari delle navate laterali, vi sono due tavole lignee raffiguranti delle figure santificate eseguite dall'intagliatore quattrocentesco Paolo Campsa.

Nell'ambiente della sacrestia si possono vedere dei frammenti — ancora ben conservati — di balaustre, transenne e fregi, tra cui il noto Pluteo della ruota e una statuetta, datata XV secolo e attribuita all'artista fiorentino Pietro Lamberti, che raffigura la Vergine col Putto.

Il campanile si erge poco distante e costituisce uno dei classici punti di riferimento nella zona settentrionale della laguna.

Pubblicato: Mercoledì, 18 Ottobre 2017 — Aggiornato: Giovedì, 19 Ottobre 2017

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