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Raggiungibile percorrendo Strada Nova verso Fondamenta della Misericordia, questa chiesa da fuori risulta piuttosto insignificante ma il suo interno è riccamente adornato.

La zona di San Marziale è passata alla storia per una serie di fatti di cronaca, tra omicidi, pestilenze e sanguinose battaglie.

Leggermente defilata dalla rumorosa e affollata Strada Nova, la chiesa dedicata a San Marziale ossia San Marcilliano vescovo di Limoges, si presenta come un austero e spoglio edificio religioso con pareti esterne prive di ogni decorazione.

Venne eretta una prima volta nel IX secolo per poi essere completamente riedificata nella prima metà del XII secolo ad opera della famiglia Bocchi. Questa fabbrica era composta da pianta basilicale a tre navate, grandi finestre laterali e facciata tripartita.

La struttura che ancora oggi possiamo ammirare risale al XVII secolo quando venne rimaneggiata sotto il punto di vista della forma e della dimensione trasformando quasi completamente la strutturazione precedente. Il 28 settembre, giorno dedicato a San Marziale, del 1721 venne consacrata dall'allora patriarca Pietro Barbarigo.

I cambiamenti apportati al luogo di culto sicuramente non hanno interessato la struttura esterna che, come già detto, è molto scarna e costituita da semplici pareti intonacate mentre l'interno è piacevolmente adornato in stile barocco. È visibile un'unica navata e un soffitto a volta decorato con meravigliosi affreschi di Sebastiano Ricci: all'interno di cornici intagliate e dorate il pittore ha raffigurato al centro la gloria del santo titolare e ai lati due scene legate alla leggenda della miracolosa immagine giunta nella chiesa, L’immagine della Vergine scolpita in un tronco d’albero e L’arrivo miracoloso dell’immagine della Vergine

Pomposi gli altari a parete che preparano il visitatore alla visione sontuosa dell'altare maggiore sovrastato da una realizzazione in marmo raffigurante Cristo sul mondo con gli angeli. Numerose le opere di importanti artisti dell'epoca, tra cui San Marziale in gloria fra i Santi Pietro e Paolo di Jacopo TintorettoAngelo Raffaele e Tobia di Tiziano Vecellio e Padre Eterno con angeli in gloria di Sebastiano Ricci.

Di notevoli fattezze risulta l'opera lignea dorata e policroma raffigurante la Vergine col Putto attorno alla quale si narra di una leggenda che vede l'arrivo di questa scultura da Rimini alla chiesa di San Marziale nel 1286, a bordo di un'imbarcazione alla deriva priva di barcaiolo. 

La parrocchia di San Marziale è nota anche per il primo caso di peste a Venezia nel 1575 da parte di un parente proveniente da Trento e ospitato dal veneziano Vincenzo Franceschi: dopo pochi giorni dall'arrivo nella città lagunare l'ospite morì improvvisamente e, senza preoccuparsi del motivo della morte, venne sotterrato. Dopo poco seguirono altre morti e, dopo un'indagine, si scoprì deceduto a casa della peste ma intanto il morbo aveva cominciato a diffondersi divenendo una terribile epidemia che portò a migliaia di decessi.

Il vicino Ponte di San Marziale, così come quello di Santa Fosca, fu campo di battaglia tra le fazioni dei Nicolotti e dei Castellani, molto spesso le scorribande con bastoni e pugni terminavano con un semplice bagno in mare dei contendenti e alcune ossa rotte ma alcune volte, come avvenne il 17 ottobre 1545, la lotta fu più sanguinaria: vennero scagliate tegole dei tetti e sguainate le spade con conseguenti disastrose tra i partecipanti.

Oggi la chiesa fa parte della parrocchia della Chiesa della Madonna dell'Orto ed è visitabile scrivendo una e-mail alla Chiesa. 

Pubblicato: Lunedì, 19 Settembre 2016 — Aggiornato: Sabato, 26 Novembre 2016

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