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Grazioso campo posizionato appena all'interno delle Zattere, lungo la direttiva che va dai Gesuati al Ponte dell'Accademia. Qui sono successi alcuni fatti curiosi, come la fuoriuscita di gas per l'escavo di un nuovo pozzo artesiano. Notevole è per dimensioni la vera da pozzo esistente.

Campo Sant'Agnese, come succede per la maggior parte dei campi veneziani, prende il nome dall'attiguo luogo di culto dedicato alla Santa patrona delle giovani e dei giardinieri. Di notevoli dimensioni è la vera da pozzo cinquecentesca presente nel campo, composta di sei facce: in una di queste compare Sant'Agnese con la palma del martirio e la raffigurazione dell'agnello, si presume per via della similitudine con la parola latina agnus (il cui diminutivo è agnĕllus) e che significa, appunto, agnello.

Il cuore del campo è rappresentato dall'antica Chiesa di Sant'Agnese, la cui data di costruzione risulta incerta: il primo documento ufficiale risale all'anno 1081. Subì un incendio nel 1105 che la distrusse completamente per poi essere completamente rifabbricata e consacrata il 15 giugno 1321. Raccolse le reliquie di San Venerio Abate e, come testimoniato anche dal canonico di San Marco Stringa nel 1604, possedeva undici altari e vari frammenti delle spoglie di Sant'Agnese. Durante il dominio napoleonico, venne completamente spogliata degli oggetti preziosi presenti al suo interno, che sembra fossero davvero molti. Venne quindi chiusa e trasformata in deposito di legname e carbone.

Marco Antonio Sabellico, nella sua guida cinquecentesca Del sito di Vinegia, raccontò che presso la chiesa di Sant'Agnese esisteva un piccolo luogo di eremitaggio femminile, da cui si narra che crebbe anche la fondatrice del Monastero di Santa Maria Maggiore.

Nel XIV secolo la contrada di Sant'Agnese ospitò anche un gruppo di abitanti dell'isola di Poveglia che, a causa dei loro comportamenti bellicosi e disobbedienti, vennero obbligati dal governo a restare "in esilio". Sempre qui si è registrato il primo caso di epidemia da peste del 1630.

Nel XVI secolo nell'area venne scavato un pozzo artesiano e l'opera ricevette un encomio dal doge dell'epoca Andrea Gritti; non fu congeniale, invece, l'intervento di realizzazione del 1866 di un nuovo pozzo, sempre artesiano, in un orto nella medesima zona Sant'Agnese. Questa volta lo scavo procurò infatti una fuoriuscita di gas che produsse una colonna di fango e di sabbia alta 40 metri, ricadendo minacciosamente sulla chiesa e sulle abitazioni vicine.

Le sorti del campo sono strettamente collegate alla famiglia Cavanis, dinastia di origini bergamasche, che si trasferì a Venezia nel Cinquecento e acquisì il titolo di Conti dal Re Polacco Giovanni III Sobiesky per i servigi svolti da Nicolò Cavanis. Furono i fratelli Antonio Angelo e Marcantonio, nati nel palazzo gotico alla sinistra della Chiesa dei Gesuati come ricordato da una targa, che passarono alla storia per il loro ruolo determinante nella vita sociale di Sant'Agnese: si dedicarono all’educazione della gioventù della loro città, gettando le basi di fondazione di una nuova congregazione religiosa. Fondarono l'Istituto Cavanis, attivo ancora oggi, la cui sede è nello storico Palazzo da Mosto, precedentemente di proprietà di Vettore da Mosto.

L'Istituto e la Chiesa si affacciano su Rio Terà Foscarini — conosciuto anche sotto il nome di Rio Terà degli Alberetti per la presenza di numerosi alberi — realizzato su quello che è stato Rio de Sant’Agnese fino al 1863, rio che collegava da nord a sud il Canal Grande alle Zattere con un percorso perfettamente rettilineo (apprezzabile ancora oggi dalla stessa demarcazione visibile del rio terà). Oggi, a sua testimonianza è ancora visibile una cavana murata lungo la facciata laterale dell'attuale chiesa dei Gesuati.

Sul lato opposto della chiesa, prima che venisse interrato Rio di Sant’Agnese, esisteva Palazzo Foscarini, proprietà del Cavaliere Antonio Foscarini.

Al numero 812 del campo visse il pittore Gennaro Favai, dove oggi una lapide lo ricorda. Si citano, infine, anche due delle cortigiane honorate di Venezia che abitarono a Sant'Agnese: Bertolina Ruosa e Cornelia Del Stefani.

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Pubblicato: Sabato, 07 Luglio 2018 — Aggiornato: Domenica, 29 Luglio 2018