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Campo veneziano ampio e arioso, nel quale la chiesa e l'annesso convento fanno da padroni. Un luogo dove si respira una autentica pace.

Una pace che cela invece una storia ricca di aneddoti e fatti curiosi, di un luogo vivo e per molti versi frizzante, dove Marco Polo venne sepolto. Spoglie che vennero poi disgraziatamente disperse.

Il campo San Lorenzo è strettamente collegato al centro religioso presente che, secondo la tradizione popolare pare essere stato fondato tra il VI e VII secolo. Secondo la storia, invece, venne costruito grazie al contributo della famiglia patrizia Partecipazio che eresse prima un convento di monache benedettine nel IX secolo e poi la chiesa di San Lorenzo, al servizio del monastero. Fino a tutto l'Ottocento, l'accesso al campo era ben diverso da quello che troviamo oggi, in quanto si doveva percorrere una stretta calle collegata alla Fondamenta da un fascinoso ponte a tre arcate, che fu immortalato nel Cinquecento da Gentile Bellini nel dipinto intitolato "Il Miracolo della Croce caduta nel rio di San Lorenzo".

L'importanza di questo complesso era talmente rilevante che con il passare del tempo si è registrato un aumento esponenziale delle sue ricchezze, in quanto oltre ad avere i lasciti dei defunti e le doti delle novizie, fu proprietario di più di duecento edifici nel centro storico e di alcuni appezzamenti di terra nella campagna. Ricordiamo, inoltre, che San Lorenzo era tra i più ricchi monasteri di Venezia essendo riservato ai nobili nonché uno dei cinque conventi doppi, per la coesistenza al suo interno di monache e frati. Facilmente si può affermare che questa promiscuità, aggiunta ad una vanità nel vestire da parte delle giovani e belle fanciulle, procurò numerosi guai al suo interno dove verso la fine del Trecento fu emanata una legge con lo scopo di arginare questi comportamenti decisamente contrari alla vita religiosa, prevedendo limiti di età per i confessori e pene per i trasgressori che si intrattenevano con le monache.

Tuttavia ben pochi risultati ottennero sia queste che le successive norme considerando che le gravidanze inaspettate erano all'ordine del giorno; d'altronde, le giovani donne che entravano in convento non lo facevano certo per una vocazione quanto piuttosto per una imposizione familiare: in tal modo, i padri potevano arricchire i capitali dei propri figli maschi senza doversi occupare delle femmine.

Per volere della badessa Angela, sorella del doge Vitale Michiel II, l'intero centro venne rimaneggiato nel 1140; in particolare, la chiesa venne completamente riedificata mentre il monastero subì solo alcune modifiche. Altre ristrutturazioni al complesso religioso vennero apportate a cavallo tra il Cinquecento e il Seicento, il cui intervento avrebbe dovuto ornare la facciata della chiesa con decorazioni marmoree. Purtroppo il progetto di Simone Sorella, proto dei Procuratori di San Marco, non vide la luce. Sicuramente questa rifabbrica passò alla storia per l'enorme spesa sostenuta: furono investiti ben 47.919 ducati, le doti raccolte da 8 novelle suore di nobili famiglie.

Durante il restauro secentesco, voluto dalla badessa Priuli, si racconta che nelle fondamenta del luogo di preghiera furono ritrovati due vasi ricolmi di monete d'oro con incisioni arabe, probabilmente provenienti da Tiro e si presume sotterrati dalla badessa Michiel per sottrarli alla ribellione popolare sotto la quale perì il fratello doge nel 1172. 

Nella chiesa di San Lorenzo fu sepolto Marco Polo dove disgraziatamente le sue ceneri vennero rovinosamente disperse in uno degli interventi di restauro del luogo. Anche diversi musicisti decisero di farsi seppellire a San Lorenzo, probabilmente grazie all'ispirazione che ha saputo dare per la composizione di numerosi poemetti musicali. Il 10 agosto — festa del patrono — era consuetudine organizzare una sorta di festival musicale al quale partecipavano anche i Cantori della Cappella Ducale; curiosamente, molti avevano rinominato la festività di San Lorenzo in "la festa dei ladri" per i numerosi furti che venivano commessi agli spettatori intenti ad ascoltare le melodie.

Aneddoto leggendario rappresenta l'evento della caduta accidentale in acqua di una preziosa reliquia avvenuto, si presume, tra il 1370 e il 1382: durante lo svolgersi di una processione dalla Scuola Grande di San Giovannni Evangelista verso la Chiesa di San Lorenzo, la Santa Croce caddè rovinosamente in laguna rimanendo poi a galleggiare sull'acqua; in molti si prodigarono a recuperarla ma solo il Guardian Grando della Scuola, Andrea Vendramin, ci riuscì. La grandiosità dell'episodio ci viene tramandato dal Bellini nel suo dipinto "Il Miracolo della Croce caduta nel rio di San Lorenzo" che, oltre a mostrare un meraviglioso spaccato di vita cinquecentesca, individua la regina di Cipro — Caterina Corner — con il seguito di ancelle (oggi esposto alle Gallerie dell'Accademia). 

Oggi nel campo si possono vedere — oltre alla facciata incompiuta della Chiesa dedicata al Santo Lorenzo e una vera da pozzo — il Centro Servizi Residenza San Lorenzo comprendente una Casa di Riposo per anziani, un Ambulatorio di Medicina Fisica e Riabilitazione della Residenza San Lorenzo oltre all'entrata del Centro Civico comunale dotato di biblioteca e sala per conferenze, dietro alla chiesa.

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Prima pubblicazione: Lunedì, 17 Agosto 2015 — Ultimo aggiornamento: Giovedì, 04 Maggio 2017

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