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Tradizione vuole che, all'evangelista Marco, sia apparso in sogno un angelo che gli rivelò il suo futuro: sarebbe riposato in pace in questa zona di Venezia.

Che questa leggenda sia verità o meno non importa, certamente ci si potrà immergere nello spirito francescano del luogo, viverne e assaporarne a pieno l'atmosfera con il convento, la biblioteca e la chiesa dedicati a San Francesco d’Assisi. 

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Il campo prende il nome dalla zona che era adibita a vigna fino ai primi anni del 1200 dove esisteva un oratorio dedicato a San Marco che – leggenda vuole – mentre si recava ad Aquileia sia stato sorpreso da una burrasca e qui nel sonno gli apparve un angelo che gli disse: «Pax Tibi Marce Evangelista meus» (lat. «pace a te, Marco, mio evangelista»), che diventò poi il motto della Serenissima e che si leggeva sul libro del leone alato quando la Serenissima era in pace.

È uno tra i campi più ampi e ariosi di Venezia e anche uno tra i più tranquilli. Una sensazione di autentica apertura e respiro si avverte infatti arrivando da una delle tre calli di collegamento, una collegata da un ponte a ridosso del colonnato.

Nelle giornate di sole il colonnato presente nel campo, che sorregge il passaggio tra un palazzo e l'altro e che divide il campo dal Campiello della Confraternita, offre un gioco di luce suggestivo, quasi cinematografico.

Il campo si trova a pochi passi dal Campo della Celestia e dall'Arsenale di Venezia (lato nord).

Galleria immagini

Veduta del campo.
Veduta del campo dalla prospettiva inversa.
Veduta del campo verso la chiesa, diversa prospettiva.
Veduta del campo verso la chiesa.
Veduta del campo.
Colonnato.
Particolare del colonnato.
Ulteriore particolare del colonnato, dall'interno.
Altra prospettiva del colonnato.

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Pubblicato: Venerdì, 01 Giugno 2012 — Aggiornato: Lunedì, 24 Aprile 2017