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Un luogo in cui il tempo sembra fermarsi. Qui si insediò una Confraternita molto ricca, che sviluppò una complessa infrastruttura a servizio dei confratelli, tra cui una scuola, un albergo, un'ospedale e di che mangiare grazie ai rigogliosi orti. Qui per anni si è allenata la Reyer e oggi sono presenti laboratori di alto livello per il restauro e altre attività museali.

Il Campo dell'Abbazia (o come scritto nel nizioleto Campo de l'Abazia) è raggiungibile seguendo diversi percorsi, uno tra questi parte da Strada Nova, effettua una breve deviazione in prossimità della Chiesa di San Felice, costeggia la Fondamenta della Misericordia e arriva nel campo in questione.

Sorto su un'isola denominata Val Verde, Campo dell'Abbazia deve la sua fondazione ad un insediamento religioso che si stabilì nella zona a partire dal X secolo. Il momento di maggior splendore dell'intera area iniziò con l'arrivo della Confraternita della Misericordia, che si stabilì nel Trecento e progressivamente si occupò di costruire infrastrutture dedicate ai confratelli, dalla scuola all'ospedale, dall'albergo alle aree verdi e orti. La smisurata ricchezza della Confraternita al tempo, è indiscutibile e la si può facilmente intuire anche tramite alcuni eventi noti: per esempio la consueta liberazione nel giorno di Pasqua dei carcerati imprigionati per debiti (massimo 40 ducati), oppure i numerosi possedimenti dei confratelli sparsi per la città e marchiati dallo stemma S.M.V. — Santa Maria di Valverde — con la lettera "emme" coronata, o ancora le famose processioni durante le quali i partecipanti non esitavano in alcun modo ad ostentare i numerosi averi e gli oggetti preziosi in loro possesso.

Il primo immobile ad essere eretto nell'area fu, nel 936, la Chiesa di Santa Maria della Misericordia che inizialmente venne intitolata a Santa Maria di Val Verde, riprendendo il nome dall'isola su cui sorse. La facciata della chiesa deve la sua attuale bellezza all'architetto e scultore Clemente Moli, seguace del Bernini, in particolare per essersi occupato del ricco portale d'ingresso sul quale è posizionata la statua del senatore Gaspare Moro che finanziò l'intervento di restauro nel Seicento. 

A fianco della Chiesa, è presente la Scuola Vecchia di San Maria della Misericordia, affiancata da un magnifico sottoportego, oggi sede di alcuni laboratori del Polo Museale del Veneto (ex Soprintendenza Speciale per il Patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Venezia e dei comuni della Gronda lagunare); di notevole rilevanza il chiostro e il giardino della Scuola, oggi aperti al pubblico solo in determinate occasioni. La Scuola fu in auge, quale sede delle attività della Confraternita, dal Trecento fino alla sua cessione nel Cinquecento, secolo in cui per esigenze di spazio decisero di costruire una nuova Scuola.

Il pittore Italico Brass, nonno del famoso Tinto, riuscì a strappare il luogo da un progressivo deterioramento, acquistando lo stabile nel 1920 e facendosi carico dei lavori di ristrutturazione.

La Scuola Grande di Santa Maria della Misericordia, la nuova Scuola della Confraternita, è posizionata lungo la Fondamenta della Misericordia, in collegamento con l'antica Scuola e la Chiesa di Santa Maria Valverde grazie ad un piccolo ponte in legno (da notare che in passato il ponte era in pietra). La nuova Scuola ospitò i confratelli fino al 1806 e nel Novecento l'enorme salone al primo piano, ornato da affreschi alle pareti, divenne campo da basket e sede degli allenamenti e delle partite ufficiali della gloriosa squadra di pallacanestro veneziana Reyer. Nel tempo questa sede sarà ricordata come uno dei templi della pallacanestro italiana proprio per la sua particolarità e unicità.

Nel mezzo del campo si trova una vera da pozzo del Trecento e tre dei quattro lati sono ornati di bassorilievi che rappresentano due confratelli della Scuola inginocchiati con in mano l'emblema della Confraternita; la quarta faccia, essendo spoglia, fa pensare che la vera da pozzo nel passato fosse appoggiata al muro.  

Di fronte al lungo sottoportico — aperto nel 1508 per agevolare gli spostamenti tra Campo e Fondamenta e affiancato alla Scuola Vecchia, si può notare un palazzina bassa — Palazzo Lezze — con un grande portone d'ingresso e raffinate finestre, che un tempo fu un Casino, un posto di piacere, gestito dalla famiglia Lezze di origini pugliesi mentre di fronte alla Scuola Nuova si incontra Palazzo Pesaro Papafava, oggi struttura alberghiera.

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Pubblicato: Giovedì, 20 Agosto 2015 — Aggiornato: Mercoledì, 26 Agosto 2015

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