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Vi si accede direttamente dalle Fondamenta degli Ormesini o dalla Fondamenta di Cannaregio. Uno dei due campi del ghetto di Venezia, è molto ampio e quasi sempre animato.

Sicuramente è uno dei fulcri della vita sociale del sestiere di Cannaregio ed è palpabile il senso di comunità ebraica che lo caratterizza.

L'esteso campo è delimitato da: un insieme di bassorilievi dedicati alla Shoah, la casa di riposo israelitica, due ristoranti kosher, un altro bassorilievo in memoria della Shoah, l’aula di approfondimento dei testi biblici della comunità ortodossa Ljubavitch, le sedi dei vecchi banchi di pegno e delle antiche botteghe artigianali (sotto i porticati), la sinagoga tedesca, il Museo Ebraico di Venezia, la Sinagoga Canton, la sinagoga italiana (proprio sopra un’osteria kosher) e case private.

Sono inoltre presenti tre vere da pozzo quattrocentesche. Una, in pietra d’Istria, si trova di fronte alla casa israelitica di riposo, e due in marmo rosa di Verona, di fronte al numero civico 2895 e verso il rio di S. Gerolamo. Due alberelli completano il quadro.

Al civico 2899 si trova infine una piccola ma ben fornita biblioteca-archivio, la “Renato Maestro”, fondata nel 1981 e specializzata, naturalmente, in storia, religione e narrativa ebraica.

I bassorilievi bronzei in memoria della Shoah sono stati creati dall’artista e scultore lituano Arbit Blatas, che perse la madre in un campo di concentramento. I primi furono installati il 25 aprile 1980; il secondo, intitolato “L’ultimo treno” , il 19 settembre 1993, a ricordare il cinquantesimo anniversario dalla deportazione degli ebrei dal ghetto di Venezia.

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Prima pubblicazione: Venerdì, 28 Febbraio 2014 — Ultimo aggiornamento: Venerdì, 28 Febbraio 2014

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