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Organizzato attorno all'enorme mole in cotto della chiesa omonima ed esteso fino al rio, questo campo ha una vera da pozzo nel suo punto più ampio e comprende anche l'ex convento (l'attuale Archivio di Stato) e il campanile, uno dei più alti di Venezia.

La basilica, nella sua semplicità ed eleganza, sembra emergere da un sogno, per arricchire questo luogo, con un piacevole mescolamento tra il mattone e la pietra d'Istria donando dinamismo e leggerezza all'edificio.

I Frati Minori dell’ordine di San Francesco (detti appunto Frari), giunsero a Venezia nel XIII secolo (le fonti ne attestano la presenza tra il 1222 ed il 1227).

Essi vivevano di elemosina oppure praticavano lavori umili e pare che inizialmente venissero ospitati soprattutto presso le chiese di San Lorenzo e San Silvestro. La loro crescita esponenziale fece si che in primo luogo gli venisse concessa una residenza fissa (un’antica abazia abbandonata dell’ordine benedettino votiva alla Maria Vergine) ed in seguito nel 1236 un’area  più ampia tra la zona di San Stin e San Tomà detta Lago badoer (per via della presenza di una piscina nelle vicinanze del rio di San Stin). In seguito sarebbe sorta quella che fu la loro sede definitiva, ovvero la basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari.

Alla loro opera si devono gli edifici principali di questo campo: oltre alla basilica, la scuola (anche se gli stessi frati, insoddisfatti della scuoletta fecero costruire la Scuola Grande di San Rocco) ed il Convento (oggi Archivio di Stato), i due ponti che collegano l’omonima fondamenta, nonché l’imponente campanile eretto nel 1360 al fianco del quale sorge una vera da pozzo.

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Prima pubblicazione: Venerdì, 01 Giugno 2012 — Ultimo aggiornamento: Giovedì, 28 Marzo 2013

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