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Luogo raccolto e appena fuori dalla frequentata Strada Nova, quasi invisibile per i passanti distratti, la cui scritta "Volto Santo" attrae numerosi curiosi.

Qui dal 1300 circa in poi aveva sede una comunità di Lucchesi, grandi importatori di seta, che fuggì dalle persecuzioni dei pisani.

Percorrendo Strada Nova verso Rialto — in contrada San Marcuola e subito dopo il ponte intitolato ad un'icona raffigurante la Beata Vergine — ci si imbatte sulla sinistra in questo piccolo campo distinguibile per la sua iscrizione "Volto Salto" visibile direttamente da Rio Terà della Maddalena, sullo stipite di un sottoportico.

Questa piccola corte, con accesso anche dal Rio dei Servi, deve il proprio nome al culto del Volto Santo di Gesù Cristo, nome con cui ancora oggi a Lucca si indica un Crocifisso ritenuto miracoloso e che adoravano in un'immagine scolpita in cedro del Libano, oltre alla sua riproduzione sulla vera da pozzo. Nel 1308, una colonia lucchese composta da più di 150 persone chiese rifugio a Venezia per salvarsi dalle lotte politiche fra Guelfi e Ghibellini e le persecuzioni messe in atto dai due schieramenti. I Lucchesi, produttori di tessuti di seta di qualità, trovarono le porte aperte nella città lagunare che consentì loro di trovare casa, aprire attività produttive, costruire una Scuola e un luogo di culto, vivendo nella città senza cambiamenti radicali per almeno 4 secoli.

La Scuola dei Lucchesi venne eretta, con il permesso del governo veneziano, nel 1360 mentre dieci anni dopo, a ridosso della chiesa di Santa Maria dei Servi, ottennero l'autorizzazione a fabbricare una cappella interamente affrescata, un oratorio e un cimitero a loro adibito. Infine, nel 1398, su un terreno di proprietà dei padri Serviti, fu edificata una sala per le adunanze e alcuni ricoveri per i poveri. Ognuna di queste costruzioni fu caratterizzata dalla presenza, su ogni facciata, dell'immagine raffigurante il Volto Santo. Nel 1789 la scuola e gli appartamenti vennero rasi al suolo da un tremendo incendio appiccato in un magazzino contenente olio in Campiello del Tagliapietra e che si propagò tramite l'acqua; un anno dopo, grazie all'intervento del doge e alla solidarietà cittadina, gli edifici vennero poi ricostruiti (due lapidi ancora oggi ricordano il fatto).

Oggi, nel fazzoletto di terra che racchiude il campiello è visibile, in centro, una massiccia vera da pozzo di dimensioni quasi sproporzionate confronto all'estensione del campo, che mostra due volti di Gesù Cristo e lo stemma della città di Lucca, oltre ad innumerevoli opere affisse nella facciata del palazzo dipinto di colore rosso. Si tratta di patere e bassorilievi in marmo raffiguranti due leoni marciani, di cui uno che trattiene tra le zampe gli Statuti di Lucca, varie immagini di animali e una statuetta di Madonna col Bambino. Sono due, inoltre, le rappresentazioni scolpite del Volto Santo nella zona, una all'interno del sotoportego, in uscita dal campo e una lungo Rio Terà della Maddalena, incastonata in un edificio.

Galleria immagini

L'accesso al campiello del Volto Santo dalla Strada Nova.
Particolare dell'accesso al campiello dalla Strada Nova.
Il percorso per arrivare al campiello.
Il campiello (o corte) del Volto Santo con la vera da pozzo, che si presenta con il Volto.
Particolare frontale del bassorilievo raffigurante il Volto Santo.
Particolare laterale del bassorilievo raffigurante lo stemma lucchese.
Una patera raffigurante un volto leonino.
Una patera raffigurante il leone marciano con il libro chiuso.
Piccola scultura di Madonna con bambino.
L'accesso al campiello dal Rio dei Servi.
Una patera raffigurante il Volto Santo all'uscita dal campiello.
Un'altra patera raffigurante il Volto Santo, in un palazzo adiacente, in Strada Nova

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Pubblicato: Martedì, 11 Ottobre 2016 — Aggiornato: Sabato, 26 Novembre 2016