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Un bosco di recente realizzazione, ma che integra una grande biodiversità e offre un grande senso di relax. Come il Bosco di Carpenedo ha le caratteristiche di un bosco Querco-Carpineto Planiziale e include una torre di osservazione.

È di forma rettangolare e ha un'estensione di 8 ettari, tra il canale Osellino e il Rione Pertini. Praticamente ad una delle porte d'ingresso del centro di Mestre, che spesso passa inosservato a chi non lo conosce, o scambiato più semplicemente per una "normale" area verde.

La sua realizzazione, a cura dell'Azienda Regionale Foreste, è del 1994 e voluto dall'allora Prosindaco per Mestre – Gaetano Zorzetto – la cui visione era di una città più bella, più vivibile e con una qualità della vita in generale migliore: «pensa Anna, cosa sarà una domenica mattina per i nostri nipoti e per i loro figli!», disse un giorno a sua figlia Anna dopo averle illustrato con passione i progetti del bosco.

A lui è dedicato un monumento, alla porta numero 5, composto da un monolite in pietra naturale – la cui forma ricorda una fiamma e il cui senso è l'invito alla riflessione e alla meditazione – e da un basamento in calcestruzzo su cui è scolpita la dedica e che indirizza verso l'interno del bosco.

L'accesso al bosco e i relativi percorsi è infatti gestito da porte d'ingresso, ognuna delle quali offre delle informazioni sul bosco stesso e il suo habitat. Il bosco è facilmente raggiungibile con mezzi privati e con mezzi pubblici. Un percorso di arrivo interessante è per mezzo dell'argine dell'Osellino, con una passeggiata nel verde lambito dall'acqua del canale.

La particolarità dei percorsi all'interno del bosco è quella di essere composti da passerelle in legno, che oltre a salvaguardare le piante più basse è anche un ottimo sistema per garantire il passaggio a chi ha difficoltà motorie, compresi passeggini e carrozzelle.

Nonostante la sua estensione possa fuorviare, il bosco contiene un elevato numero di specie arboree e arbustive autoctone: un totale di 13.000 piante di ben 35 specie diverse. Qui si trovano la Farnia, il Carpino bianco, l'Acero campestre, il Tiglio selvatico, l'Ontano nero, il Pioppo bianco, il Frassino, l'Olmo campestre, il Pioppo nero, il Melo selvatico, il Ciliegio e il Salice bianco tra gli alberi.

Tra gli arbusti si ritrovano il Biancospino, la Rosa canina, il Pallon di neve, il Prugnolo, il Corniolo, la Fusaggine, il Salice cenerino, il Nocciolo, il Sambuco nero, la Frangola, la Sanguinella, il Rovo turchino, la Lantana, il Ligustrello e lo Spino cervino.

La fauna è rappresentata dal Pipistrello albolimbato, dal Riccio europeo, dalla Volpe, dalla Faina, dalla Donnola. Tra gli uccelli: la Cinciallegra, lo Scricciolo, il Pettirosso, la Balia nera, il Passero, il Cardellino, il Verzellino, il Fringuello, il Merlo, la Gazza, il Picchio verde e il Picchio rosso, la Cornacchia, la Ghiandaia, il Colombaccio, il Cuculo, il Gufo comune e la Civetta.

Nella aree umide, per una superficie totale di 2.700 metri quadrati, possiamo trovare il Carice, la Canna palustre e la Tifa tra le piante, mentre tra gli anfibi e rettili incontriamo la Rana agile, la Rana verde, la Raganella italica, la Rana di Lataste, il Rospo comune, il Rospo smeraldino, la Natrice tassellata, il Ramarro, il Biacco, la Tartaruga palustre, il Tritone crestato e il Tritone punteggiato.

Infine, il Bosco è attrezzato anche di una torre di osservazione di 15 metri di altezza — attualmente chiusa all'accesso pubblico —, suddivisa a più piani, che permette l'osservazione dell'aspetto e lo sviluppo dell'ecosistema boschivo nelle differenti stagioni ed età, nonché l'avifauna stanziale e quella di passo che si rifugia solo per brevi periodi sugli alberi (i cui nidi sono abilmente descritti nei totem informativi all'ingresso di ogni porta d'accesso).

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Pubblicato: Lunedì, 11 Maggio 2015 — Aggiornato: Mercoledì, 18 Aprile 2018