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La Villa

La visita alla villa si svolge nelle trenta sale del piano nobile, di cui si conservano arredi e dipinti originali. Giambattista Crosato, Jacopo Guarana, Giuseppe Zais sono alcuni degli artisti che hanno contribuito ad arricchire la villa, insieme a Giambattista Tiepolo

Particolarmente interessanti sono le decorazioni che rappresentano la vita della famiglia e della villa: nella sala del Trionfo di Bacco si celebra il dio del vino e della musica, la sala della Villeggiatura rappresenta dame e cavalieri dell’epoca di Casanova e non manca una sala dedicata alle arti

Fiore all’occhiello della villa, nella sala da ballo si trova un grandioso affresco ad opera di Giambattista Tiepolo, che celebra l’Apoteosi della Famiglia Pisani: una composizione allegorica in cui sono rappresentate le figure della famiglia, morbidamente sedute tra nuvole rosa. Il capolavoro del Tiepolo è miracolosamente scampato a distruzione, poiché durante i lavori di ammodernamento voluti da Beauharnais stava per essere eliminato. 

Di notevole pregio anche gli arredi, tra cui spicca l’appartamento napoleonico: mobili in stile impero, un sontuoso letto a baldacchino, arredi ad opera dell’intarsiatore Maggiolini e i monocromi di Giovanni Carlo Bevilacqua che narrano il mito di Amore e Psiche

Nella villa, inoltre, sono ancora esposti vetri e ceramiche del Settecento, utilizzati nei raffinati pranzi e ricevimenti nobili. 

Il Parco

Realizzato prima della villa, su progetto dell’architetto Frigimelica de’ Roberti, il parco di Villa Pisani si estende su una superficie di 11 ettari e presenta numerosi punti di interesse, tanto che nel 2008 è stato eletto Parco più bello d’Italia. Gli ampi spazi verdi, le specie botaniche presenti e il curato labirinto, fanno di questo parco un luogo suggestivo, molto amato dai visitatori della villa che possono godere di un panorama unico.

Il parco occupa un’ansa del fiume Brenta e nel corso dei secoli, ha subito diversi interventi che ne hanno cambiato l’aspetto, rendendolo sempre più curato e ricco. 

Nel Settecento, la struttura prospettica rappresentava un incrocio fra la tradizione veneta del giardino cintato - aperto con portali e finestre sul Brenta - e il modello francese che André Le Notre ha applicato alla Reggia di Versailles. Nello stesso periodo venne costruita la Coffee House, circondata da un anello d’acqua, costruzione che durante le stagioni calde veniva adibita a "Casa dei Freschi", cioè ghiacciaia.

Con l’arrivo di Napoleone, al giardino si aggiunse un boschetto inglese e soprattutto gli orti ornamentali vennero trasformati in Orangerie.

Il dominio austriaco dell’Ottocento, invece, fu caratterizzato da interventi di botanica in vaso e terra, con l’introduzione di serre tropicali. 

Solo nel 1911 infine, venne costruita la grande piscina d’acqua del parterre, ad opera dell'Istituto Idrografico dell'Università di Padova.

Particolarità del parco è il curato labirinto di siepi di bosso, uno dei tre soli labirinti di siepe visitabili in Italia. Qui, gli abitanti e gli invitati di Villa Pisani, potevano giocare: una dama mascherata si nascondeva nella torretta centrale, mentre al cavaliere spettava il compito di raggiungerla e liberarla. Solo allora, la dama si toglieva la maschera, rivelando la propria identità. Simbolo della mitologia classica, il labirinto è presente nella tradizione religiosa come in quella pagana, sempre a simboleggiare perdita e ritrovamento.